Energia dalle onde del mare,ecco i brevetti

IL MOTO ONDOSO TERRESTRE

 

Io, che per anni ho inseguito il sogno di scoprire il MOTO PERPETUO, non mi sono accorto che esisteva già e che poteva essere sfruttato: il MOTO ONDOSO del mare.

Adesso qualche scienziato illustre potrebbe asserire che il MOTO ONDOSO, non è un moto perpetuo accolto dalla fisica, certo, è vero, ma è pur sempre un MOTO PERPETUO TERRESTRE.

Quel giorno che non ci sarà più la Terra, non ci sarà più il MOTO ONDOSO e non ci sarà più neanche quello scienziato a rinfacciarmi che il MOTO ONDOSO non è un MOTO PERPETUO.

Ora, appurato che il MOTO ONDOSO esiste e durerà finché ci sarà la Terra degli Uomini, perché non sfruttarlo?

Io ho brevettato una macchina molto semplice ed economica che può tramutare la minima onda del mare in forza meccanica la quale, a sua volta, muoverà un generatore per la produzione di energia elettrica.

Il segreto di questa mia macchina sta nel sistema di cuscinetti a sfera unidirezionali con ingranaggi che, collegati al galleggiante mediante catene come quelle della bicicletta e bilanciati da due contrappesi, fanno sì che il galleggiante, nella sua fase ascendente e discendente, faccia girare un cardano sempre in un’unica direzione.

Il meccanismo è costituito da un cardano centrale montato, agli estremi,  su due ruote a sfera a rotazione unidirezionale (come quelle della ruota posteriore della bicicletta) e movimentato da altrettante due ruote a sfera a rotazione unidirezionale  montate al centro dell’asse del cardano stesso.

Il movimento rotatorio unidirezionale del cardano è causato dall’uguale posizione delle quattro ruote a sfera sull’asse del cardano stesso, dal collegamento del galleggiante alle due ruote a sfera centrali mediante due catene (come quella della bicicletta).

La prima catena partirà dal galleggiante e arriverà alla ruota a sfera avvolgendola da destra terminando con un contrappeso a fine lunghezza.

L’altra catena partirà sempre dal galleggiante e avvolgerà la ruota a sfera da sinistra e terminerà, a fine lunghezza, anch’essa con un altro contrappeso.

L’avvolgimento delle catene, sulle ruote, in senso inverso, destra e sinistra, provoca un movimento unidirezionale del cardano che ruoterà continuamente sia sulla fase ascendente del galleggiante che in quella discendente facendo sì che la forza dell’onda sia sfruttata al cento per cento.

Questo sistema di ruote a sfera, galleggiante, catene e contrappesi, nella sua semplicità, è la migliore soluzione per sfruttare le onde del mare, avendo la prerogativa di essere produttivo di energia elettrica anche con un moto ondoso debole.

Esso, inoltre, è di facile applicazione, di facile installazione e di grande economicità, col vantaggio di essere pressoché eterno con insignificanti costi di manutenzione e con una produzione di energia elettrica illimitata e a quasi costo zero.

Fino ad ora, questa mia invenzione (vivo in provincia) ha trovato solo indifferenza e “snobismo”, l’ho mandata ai ministeri e ai politecnici e ho ricevuto solo apatia, si pensa sempre che le vere idee arrivino dall’America.

Il Problema Ambiente, nella realtà, interessa a pochi, il Dio Petrolio (inquinante) la fa da padrone… La produzione di energia con metodi alternativi forse è solo un’ipocrisia?

La mia macchina che produce elettricità sfruttando il mare, senza modestia, è attualmente la migliore invenzione del mondo ed io sto cercando qualcuno che la voglia sviluppare.

La sua messa in opera ha bisogno di un intervento politico, io ho realizzato il prototipo in scala, ma le mie forze finiscono qui, come ripeto, vengo dalla provincia, sono lavoratore dipendente e non ho le capacità professionali ed economiche per promuovere quello che sarà il generatore elettrico del futuro.

Nel mondo esistono già macchine che sfruttano il moto ondoso, ma sono costose, complicate e non ammortizzabili con rese esigue che sopravvivono grazie ai contributi pubblici.

Ho speranza che qualcuno presterà attenzione alla mia proposta facendo notare il grande impulso economico che potrebbe far scaturire la sua attuazione.

 

Immagine1                    Immagine2

II

 

Da http://digilander.libero.it/lcd01/  di Mauro Mondini

 

 

Da www.cabesrlmotori.it di Fiorilla Giuseppe

Non ho idea se queste tecnologie potranno esser trasformate in enormi apparati per produrre energia d’una certa consistenza,ma se degli illustri e capaci privati riescono a creare tutto ciò,con investimenti sostenuti si potrebbero moltiplicare le possibilità di reperire energia pulita e costante nel tempo.

 

Energia dalle onde del mare,ecco i brevettiultima modifica: 2008-06-01T22:20:52+02:00da iserentha
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7 pensieri su “Energia dalle onde del mare,ecco i brevetti

  1. Il “problema” di queste tecnologie è che non hanno bisogno di grandi investimenti sulla manutenzione per la sicurezza e per lo smaltimento delle scorie, quindi non ci sono grandi margini di manovra per i soliti affaristi.
    ciao
    joe.d

  2. l idea è carina, complimenti.
    peccato che per poter vedere realizzate tutte queste cose considerabili come “antimonopolio energetico” dobbiamo aspettare il crollo del sistema di potere economico attualmente gestito da veri e propri criminali.
    il mio problema è stato quando ho visto respinta la mia pratica di brevetto internazionale intitolato “sistema per la generazione di energia elettrica dal moto ondoso del mare”.
    esso è strutturato in modo da poter rendere massimo il rendimento funzionale grazie a vari sistemi (fra loro alternativi o complementari)che adattano sia la struttura meccanica, sia la parte circuitale a tutte le condizioni del mare.
    in pratica questo generatore non solo non si ferma quando il mare è in tempesta ma, prevedendo la costituzione di una riserva di energia quando il moto ondoso diviene eccessivo, può continuare a lavorare anche in caso di mare calmo.
    questa riserva è realizzata con diversi sistemi che prevedono scorte a volume costante e pressione variabile oppure a volume variabile e pressione costante.
    ultimamente avevo anche avviato una collaborazione con il politecnico delle marche per lo studio di fattibilità industriale ma ora non serve più a nulla. chissà. riusciremo a fare opposizione?
    peraltro il grave “handicap” della mia invenzione è che lo schema circuitale che genera l’energia rotativa per l’ alternatore elettrico (sistema che io chiamo motore a pistone liquido) è anche applicabile per l’autotrzione pulita. aria pulita nelle nostre città? no grazie!
    sarebbe una grande sconfitta per il bussines delle malattie respiratorie e nervose e poi che banale l’aria senza odore malefico.
    vi confido che avendoci lavorato per più di un anno devo dire che è stata grande l’amarezza che ho provato quando tutta la pratica è stata respinta perchè collideva con 6 precedenti brevetti meccanicamente superati ed incapaci di sfruttare in pieno il moto ondoso. guarda caso sono tutti brevetti americani e quasi tutti così grossolanamente elaborati che sembrano essere messi apposta per bloccare nuove invenzioni.
    è come se non si potesse brevettare un pneumatico perchè c’era già la ruota di legno (vedi che mafia c’è nel settore dei brevetti nel sito “www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246…”).
    comunque coraggio, questa è la nostra battaglia finale: quella della verità e della dignità umana.
    scusatemi ma sto un pò incazzato.

  3. Grazie Duccio per le tue interessantissime riflessioni,purtroppo col sapore amaro e un tangibile senso d’impotenza,una situazione grottesca ma del tutto orribilmente razionale, per il solito grande business delle multinazionali,sono finiti in buona parte i regimi totalitari,purtroppo la tecnologia imposta e le economie queste si totalitarie,sono enormemente potenti.

    Non resta che sperare nel miracoloso interessamento di qualche magnate privato,nel fiutare questa potenziale remunerosa tecnologia.

    Auguri,Ivo

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