FAO,importante struttura umanitaria quasi inutile

La fame nel mondo e la burocrazia ingorda della FAO

E’ sempre emergenza, ma la burocrazia divora il budget Si parla di task force, di rilancio, di nuova determinazione. Ieri, il direttore generale dell’organizzazione, il senegalese Jacques Diouf, è partito al contrattacco, chiedendo ai paesi membri un finanziamento straordinario di 30 miliardi di dollari per far veramente fronte all’emergenza. Quello che sorprende è quest’aria di urgenza, di repentina valutazione di una tragedia che non è incombente, ma che è in atto ormai da anni nel sud del mondo. Anni in cui proprio Diouf, dal 1994 ai vertici della Fao, è stato a capo di una delle burocrazie più costose tra gli organismi multilaterali. Anni in cui il multimilionario budget operativo è stato dedicato maggioritariamente al sostentamento della stessa struttura ( oltre il 50%), lasciando solo briciole per i veri interventi di campo (dal 12 al 20%), per capirci quelli che davvero possono aver contribuito ad aumentare i raccolti o migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più emarginate.

Indipendentemente dalle cause che sembrano avere fatto precipitare la situazione attuale, con aumenti esorbitanti di alimenti basici come il grano ed il riso –si parla molto dell’incremento del consumo dell’India e della Cina, quasi a sorprendersi che queste popolazioni pretendano di avere un livello di consumo e conseguentemente di domanda più simile a quella nostra, da cui tra l’altro sono ancora molto lontani- il dato di fatto è che non è stata svolta finora un’adeguata azione di pianificazione, seguita da interventi veri, mirati ad avere un impatto diretto sulle popolazioni

Gli sprechi della Fao sono documentati da un recente rapporto della commissione di valutazione esterna voluta dell’ONU: troppo pesante la struttura, troppo esile il programma e l’operatività. E non sembra esserci soluzione immediata a questa distorsione, se si legge il bilancio per il 2008-09: di un totale di 784 milioni di dollari; 41 vanno all’ufficio di presidenza; 33 ai coordinamenti, decentralizzazioni ed uffici legali;17 alla comunicazione; 31 alla tecnologia; e solo 60 alla sicurezza alimentare; 29 alle politiche dell’alimentazione e l’agricoltura; e 12 alle iniziative contro la fame e la povertà.

Insomma, per dirla con chiarezza: mentre i burocrati banchettano con i soldi dei poveri, per combattere la fame di 800 milioni di persone rimangono solo poche briciole…

[ da http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article3209 ]

Chiunque si dedichi a qualsiasi professione è assolutamente lecito che guadagni il dovuto per le mansioni che interpreta, ma se un’importante struttura che deve aiutare la fame e la miseria della maggior parte di questo pianeta,depaupera moltissime risorse per burocrazia e come si dice, ricchi premi e cotillon,allora siamo all’inverosimile.

Quasi,quasi,sarebbe da clonare Brunetta,il neo ministro,lo stangatore della burocrazia potrebbe far bene,dimenticando un particolare,lui comincia alla grande dal basso,sarà dovuto questo particolare alla sua reale all’altezza…..

FAO,importante struttura umanitaria quasi inutileultima modifica: 2008-06-04T20:38:12+02:00da iserentha
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2 pensieri su “FAO,importante struttura umanitaria quasi inutile

  1. Ciao Ivo, Intanto come stai ? E’ un pezzo che non ci si sente…Spero tutto bene. Per fortuna ti ritrovo dopo un pò di tempo con la stessa attenzione e peculiare documentazione di ogni tuo Post. Che dirti ? Io ho un’idea molto semplice (forse troppo semplificata? non so) del discorso fame nel mondo. Io ritengo che la ricchezza, perlomeno quella tangibile rappresenta un campo conservativo (questo mi deriva dai miei studi scientifici). nella Fisica un campo conservativo è un campo senza pozzi ne sorgenti. In poche parole la ricchezza del mondo è una quantità finita. Da questo deriva che per migliorare o eliminare le situazioni di povertà dobbiamo comunque avere meno noi (ci deve essere un livellamento)….Non creod alle favole della crescita del PIL e che si può crescere tutti quanti. No la crescita del PIL da una parte fà star male qualcuno da un’altra e sicuramente anche l’ambiente….forse è troppo semplicistico ma io la penso così. Buona notte Ciao Michele

  2. Ciao Michele,

    Hai ragione,non per egocentrismo ma per tempi logistici sono impegnato nella proposizione dei post e nelle risposte ai vostri commenti, mi dimentico e ho davvero poco tempo da dedicare alle visite dei molti amici in rete,chiedo venia!!!

    La situazione della fame del mondo,subirà come si intravede dalle condizioni disperate esistenti,complice la nuova concezione delle colture dei biocarburanti, molto importanti ma tolgono vaste aree alle produzioni cerealicole.
    Mi domando a volte,come per un volo Roma-Londra il biglietto costi 19 euro e con lo stesso importo si riesce a comprare pochino nei mercati, se non è impazzimento tutto ciò,ditemi voi cos’è.

    La critica che muovo a questi carrozzoni,che all’interno esistono dei volontari eccezionali e degli stipendiati economicamente virtuosi,ma i vertici come al solito predicano bene ma razzolano al contrario.

    L’organizzazione è lecita ma certi risvolti da payette e lustrini sono un vero schifo verso un’umanità nella condizione miserabile che si ritrova.

    Il Pil lascialo stare,una bestemmia per me,come del resto la corsa ai bilanci sempre più positivi delle società,reminescenze del capitalismo che sarà spazzato via dagli sconvolgimenti del clima.

    Un saluto Michele,Ivo

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