Massimo Gramellini e le Olimpiadi alla gasparri…

 

Sono completamente d’accordo a metà con il senatore-capo Maurizio Gasparri, che invita gli atleti italiani a emulare le Pantere Nere delle Olimpiadi sessantottine di Città del Messico, «compiendo sul podio di Pechino un piccolo e pacifico gesto simbolico che ricordi al mondo quanto accade in Cina e a causa della Cina». Superato lo sbandamento revisionista che procura l’evocazione positiva dei pugni chiusi di Carlos e Smith da parte di un ex missino, bisogna riconoscere che lo sport è davvero il regno dell’ipocrisia.

Le federazioni accettano senza una piega di trasformare i loro atleti in cartelloni pubblicitari ambulanti, ma si ergono indignate a difesa della purezza dell’ideale olimpico quando nei paraggi, anziché uno sponsor, passa la politica.

Se uno dei nostri campioni, salendo sul podio per ritirare la medaglia, decidesse di dar retta al senatore Gasparri, verrebbe immediatamente squalificato ed espulso dal Villaggio. I regolamenti trattano l’anticonformismo come una sorta di doping ideologico. Sventoli in faccia ai fotografi la sciarpa tibetana? Fuori. Fai «ciao» alle telecamere con le lettere di T I B E T tatuate sui polpastrelli della mano? Fuori. Tiri giù lo zip della tuta per mostrare una maglietta di «Nessuno tocchi Caino» contro la pena di morte? Fuori.

Ora, con tutta la fatica che un atleta deve accumulare per salire sul podio di Olimpia, e con tutte le medicine che deve ingurgitare o rifiutarsi eroicamente di prendere, mi dite come gli si può chiedere di rinunciare alla vittoria per «un piccolo e pacifico gesto simbolico»? È vero che il sacrificio sportivo sarebbe ampiamente ricompensato dal tripudio mediatico: tutti i giornali del mondo riporterebbero in prima pagina l’immagine della sua sfida al regime cinese e al ritorno in patria ci sarebbe la coda di conduttori televisivi ad aspettarlo sotto la scaletta dell’aereo. Però è anche vero che non si può ulteriormente mortificare De Coubertin, trasformando la sua celeberrima frase in: «L’importante non è vincere, ma partecipare ai talk show».

Se lo sport è il regno dell’ipocrisia, la politica ne è l’impero assoluto. Prima di chiedere agli atleti di rinunciare a una medaglia per amore della libertà, forse il senatore Gasparri farebbe meglio a dare l’esempio. Proponendo al suo collega di partito Frattini, che guiderà la nutrita delegazione-vip di «Io c’ero» alla cerimonia inaugurale, di equipaggiarsi di sciarpa tibetana. O di scriversi T I B E T sui polpastrelli delle mani. O di mettersi la canotta di «Nessuno tocchi Caino» sotto la grisaglia. Troppo comodo far gravare sulle spalle di ragazzi di vent’anni il peso di una situazione ambigua che gli adulti hanno fin qui tranquillamente accettato, combinando affari con quello stesso Paese che ora gli atleti, e soltanto loro, dovrebbero contestare in mondovisione.

Pensieri e parole di Massimo Gramellini

[ da la stampa web ]

Ieri La Russa,di recente anche Gasparri,le due punte di diamante di Alleanza Nazionale a sparare stronzate,bene,il secondo illustre,dal cilindro tira fuori la geniale trovata,ovvero mi sia consentito,come ai tempi del duce amava affermare,armatevi e partite,dovrebbero essere gli atleti a protestare contro le olimpiadi vergogna assegnate alla Cina,magari con un gesto eclatante che metterebbe fine alla carriera sportiva per entrare direttamente nei talk show,ma sedotti e abbandonati in men che non si dica.

Come si ripete da tempo,da che pulpito arriva la predica,in pompa magna le autorità non solo politiche ad inchinarsi all’inaugurazione a Pechino,le truppe,sportive in questo caso,obbediscano e protestino.

La protesta sia celebrata nell’ignorare le riprese televisive,tante piccole goccioline formano un oceano e se lo share rispetto alle altre edizioni olimpiche scenderà notevolmente,raggiungeremo lo scopo.

Poche speranze che si avveri,ma nel mio piccolo non esisteranno

I La Russa e i Gasparri continuino così,continueranno a s-qualificarsi da soli!!!

Massimo Gramellini e le Olimpiadi alla gasparri…ultima modifica: 2008-08-06T00:23:18+02:00da iserentha
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7 pensieri su “Massimo Gramellini e le Olimpiadi alla gasparri…

  1. I pensieri si susseguono nel decidere cosa fare, certo non si può chiedere solo agli atleti di prendere su di loro il peso della protesta, ma sicuro che messi insieme dei piccoli gesti loro, nostri e di chi e al governo, eheheh tutto prenderebbe un bel peso, la cosa sconcertante e come mai tutto questo interesse proprio adesso? ma fino a poco tempo fà nessuno si ricordava ? e poi se non errò il nostro governo non è quello che non ha voluto ricevere il dalia lama ufficialmente, bhè per me la politica e sempre stata diciamo non tanto pulita, ( e voglio essere generoso usando questo termine ) .
    Ok se si deve fare qualcosa facciamola, dacci te un consiglio su cosa fare vedremo di seguire. da parte mia un dolce saluto.

  2. Le personali polemiche con la manifestazione che sta per partire sono sempre esistite dalle mie parti, il mancato ricevimento del Dalai Lama da parte dello scorso esecutivo,è la verifica che gli interessi economici verso la Cina superano qualsiasi diritto umano.

    Il consiglio,caro Dolcenapoli, è ben evidenziato in rosso sul post.non vi possono essere altre interpretazioni per affermare la protesta contro le Olimpiadi della vergogna.

    Un saluto a te,Ivo

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